giovedì 11 agosto 2016

Una bakery campana

Ogni giorno mi viene in mente che dovrei quantomeno scrivere qui che non sono stata inghiottita da un mostro mitologico metà uomo e metà lievito ma le giornate trascorrono tra corse frenetiche dietro i miei figli e una capatina  per verificare l'avanzamento dei lavori al negozio.

Eh si il negozio, una specie di bakery o forse più una boulangerie....ma non proprio convenzionale, non farò il caffè quello è certo :)

Una parentesi gastronomica campana in pianura padana, un sogno che realizzo dopo mille ripensamenti e difficoltà burocratiche perchè è proprio vero che in Italia avviare un'attività commerciale è per pochi pazzi, soprattutto se non ti chiami California bakery e se il tuo è un piccolo progetto totalmente artigianale che è finanziato in pratica dalle tasche di famiglia.

Così a settembre parte l'avventura, sarà una "bakery campana" dove assaporare la pizza in teglia con una maturazione lentissima e lievito naturale, il panuozzo con le farce potenti del sud, il buon pane di una volta che dura dieci giorni avvolto in un telo di stoffa, le torte fatte con ingredienti naturali, i cupcakes decorati, i dolci delle ricorrenze speciali e gli immancabili must patrimonio di mia nonna: la pizza ripiena, la pastiera, i taralli.....tutto fatto come in casa, con farine provenienti da soli grani italiani, biologiche e macinate a pietra ma anche no, uova da allevamenti a terra, ortaggi freschissimi e quando possibile a km 0.

Nel frattempo ho collezionato molte ricette, quasi tutte di lievitati....tutte meritevoli di essere trascritte qui sul blog ma con calma, piano piano....prima spazio alle nuove avventure.

Ci vediamo a settembre a Parabiago.....:)


domenica 17 gennaio 2016

martedì 8 settembre 2015

Pane farcito al pesto di pistacchi, olive e pomodori secchi

La figura del blogger è quasi mitologica, metà uomo/donna e metà computer, condizione che calza a pennello soprattutto nel settore del cibo, dove restare un pò anonimi, giocarsi la carta dell'identità segreta e mostrare la parte di sè che si preferisce, aiuta a crearsi un'aurea misteriosa. 

Pubblichi le tue foto, descrivi le ricette e in un certo senso mostri quello che sei brava a fare fotografando i tuoi piatti migliori, i tuoi "follower" ammirano le tue creazioni, si complimentano per quello che hai "postato" che è buonissimo, divino, unico. Tutto avviene su un canale "virtuale".

Solo quelli più bravi o forse più matti ad un certo punto sentono che questo food show è riduttivo e, complice il fermento nato intorno al settore del cibo, riescono a partecipare a qualche show cooking, organizzare dei corsi, delle degustazioni, insomma concedono alle persone l'opportunità di non limitarsi a leccare il monitor :) ma degustare cibo vero fatto da loro!. Nonostante le critiche mosse dai professionisti del settore, penso che ci siano in giro blogger molto bravi e creativi. D'altronde il cibo è una forma d'arte e non è fondamentale aver studiato per essere un artista!.

Io ho capito a un certo punto della mia vita da blogger che seguire la mia passione nell'ambito del food doveva concretizzarsi, volevo vedere sul viso delle persone la soddisfazione di degustare una mia preparazione, sentire con le mie orecchie lodi o critiche. Rischiare insomma. Così ad un certo punto è nata "L'Ape fornarina" un laboratorio creativo di prodotti da forno, rigorosamente domestico, frutto di anni di esperimenti, successi e delusioni nel complesso e magico settore dell'arte bianca. La mia più grande passione che prende il sopravvento sulla ragione, oggi a qualche mese di distanza dalla nascita dell'Ape posso ritenermi soddisfatta delle mie scelte. Felice di essere uscita fuori dal mondo virtuale, orgogliosa delle mie creazioni, piena di idee, progetti da realizzare, tutti rigorosamente da assaporare con la bocca!. 

Non ho smesso di collezionare ricette,  tantomeno di sperimentare nuovi accostamenti, solo che ho meno tempo per stare seduta avanti al monitor, mi prometto di fare di più e meglio ma poi passano i mesi e io mi sento come tante mamme lavoratrici, in colpa per avere poco tempo da dedicare ai loro pargoli :)

Ho una marea di articoli da pubblicare, impegni presi e non portati a termine, prodotti testati di cui scrivere. Uno in particolare ha suscitato in me molta soddisfazione, avrei voluto parlarne mesi fa ma è talmente versatile, adatto a tutte le stagioni che posso farlo anche adesso: parlo del pesto di pistacchi di Bronte, in vendita su Artimondo. Si tratta di un pesto artigianale, e infatti si sente dal sapore, dalla qualità delle materie prime, perfetto con i primi, con il pesce o per delle fresche bruschette. Io l'ho utilizzato per farcire una ciambella salata ripiena. Ne è venuto fuori un tripudio di sapori eccezionale, sofficissima e adatta a tutti i periodi dell'anno.

Pane al pesto di pistacchi

Ingredienti impasto base
Farina 0 bio 500gr
Acqua 325 gr
Malto 10gr (facoltativo)
Sale 10 gr
Olio d'oliva 10 gr
Lievito madre liquido (licolì) rinfrescato e attivo 50gr (oppure 2 gr di lievito di birra)

Ripieno q.b.
Pesto di pistacchi di Bronte
Pomodori secchi conditi
Olive taggiasche denocciolate
Pecorino romano
Olio extravergine di oliva

La sera ho impastato tutti gli ingredienti previsti per la base. Nella ciotola ho sciolto il lievito  e il malto nell'acqua, poi aggiunto la farina e impastato per 5 minuti, infine ho versato il sale, quando è stato assorbito ho incorporato l'olio. L'impasto liscio ed omogeneo va lasciato lievitare fino al raddoppio (il mio ha impiegato una notte).

Una volta pronto l'impasto va steso con le mani formando un rettangolo, a questo punto aggiungo dell'olio di oliva e massaggio bene la pasta di pane, questo aiuterà ad avere un pane friabile e leggerissimo. Aggiungiamo quindi il pesto, io sono stata generosa ma la quantità dipende un pò dal gusto personale. Completiamo con gli altri ingredienti, le olive taggiasche, i pomodori secchi tagliati a pezzetti e pecorino romano.

Delicatamente arrotoliamo il rettangolo di impasto farcito e formiamo un cilindro che andrà poi sistemato in una tortiera tonda col buco,

oliata o imburrata (va bene anche uno stampo da plumcake).

Lasciamo ancora lievitare coperto con pellicola per un paio d'ore, quando sarà ben gonfio è pronto per essere cotto. Io utilizzo il forno a legna, in quello di casa va infornato a 220° che poi abbasseremo a 200 dopo i primi 20 minuti.







martedì 26 maggio 2015

Sfizi di mare con mousse di mozzarella e code di gambero






L'ho rifatto, sono consapevole di essere recidiva ma la curiosità di riproporre una golosa ricettina utilizzando una patatina ha avuto la meglio e accettare di partecipare al concorso della San Carlo è stato un vero piacere.

La sfida era proporre un aperitivo all'italiana utilizzando come base d'appoggio proprio la patatina rustica San Carlo da abbinare ad un cocktail, "L'Americano". Considerando la nota amara prevalente nel cocktail non è stato semplice trovare la giusta combinazione di sapori ma penso di esserci riuscita e alla fine i miei "Sfizi di mare" sono davvero un bocconcino golosissimo da proporre ai vostri amici.

Io vi lascio la mia ricetta e in cambio vi chiedo di votarmi nella sfida blogger VS blogger che mi vede protagonista per una settimana a partire da domani, mercoledì 27 maggio!. Vi aspetto :)





Ingredienti per 10 barchette
10 Patate rustiche San Carlo
10 Code di gamberi sgusciate
1 Mozzarella di bufala
qualche cucchiaio di Latte intero
1 arancia
1 mazzetto di asparagi coltivati
q.b. timo limonato
sale
pepe
olio extravergine di oliva



Procedimento
Frullare la mozzarella aggiungendo qualche cucchiaio di latte, inserirne poco alla volta in modo da regolare la consistenza della mousse, infine aggiungere qualche fogliolina di timo.

In una terrina, marinare le code di gambero, sgusciate e private del budello, con succo di arancia, olio, sale, pepe e timo limonato.

Saltare in poco olio le cime degli asparagi finchè saranno cotte ma piuttosto croccanti.

In un tegame caldo scottare le code dei gamberi, pochi secondi per lato e comunque regolandosi a seconda del loro spessore. Tenerle da parte e versare il succo della marinatura su fiamma moderata, fino ad ottenere una riduzione. L’aspetto sarà denso.

A questo punto compore il piatto. Trasferire la mousse di mozzarella in una sac a poche, metterne un po’ al centro della patatina, adagiarvi la coda di gambero e la punta di asparago e completare con qualche goccia di riduzione all’arancia.