La raccolta delle mie ricette

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venerdì 14 novembre 2014

Tortine al cioccolato




Quel golosone di mio padre farebbe follie per immergere i suoi baffi in queste tortine al cioccolato. Già lo immagino mentre gira intorno al tavolo in cucina chiedendomi ripetutamente quando saranno pronte, che tempi ho per infornare. 

Papà è un cuoco provetto, lo è sempre stato: lo ricordo da che ho memoria in cucina a spadellare qualcosa di buono, ancora prima di cucinare già pregustava il risultato. E' molto ben organizzato, meglio di mia mamma che ha l'abilità di sporcare ogni centimetro quadrato del piano di lavoro, lui pianifica ogni dettaglio con quella meticolosità che lo contraddistingue da sempre.

In famiglia ama spesso ricordare che quando si è sposato ha ricevuto in eredità una moglie pasticciona che non sapeva cuocere neanche un uovo fritto (la cosa non mi stupisce, neanche io sono brava in quello!) e che poi ha indottrinato pian piano, battibeccano spesso per questo!. Sono comici e pur con i loro difetti tremendamente perfetti per loro, dopo quaranta anni continuano ancora a  litigare contendendosi lo scettro di cuoco e padrone della cucina!.

Sono stata molto fortunata ad averli, non glielo dico mai eppure è così:
"mamma e papà siete proprio due rompiballe fantastici!"

Tortine al cioccolato o cupcakes
Ingredienti per 12

115 gr di burro ammorbidito a temp. ambiente
130 gr di zucchero semolato
3 uova intere
2 cucchiai di cioccolato amaro in polvere (o di più se vi piace)
2 cucchiaini di latte in polvere (facoltativo)
1 stecca di vaniglia
180 gr di farina (io ho usato la farina Pivetti milleusi)
1 cucchiaino e 1/2 di lievito per dolci
un pizzico di sale
80 gr di latte intero


Procedimento:

Con le fruste (elettriche, preferibilmente) montate lo zucchero con il burro. Quando sarà bianco e gonfio aggiungete le uova, amalgamatene una alla volta utilizzando una frusta manuale oppure un cucchiaio di legno. Non aggiungete l'altro  uovo se prima non si è ben assorbito il precedente.

Aprite la bacca di vaniglia e trasferitene i semini nell'impasto, a questo punto aggiungete la farina, il lievito che avrete setacciato insieme precedentemente. Versate un pizzico di sale, infine aggiungete il cacao amaro (io ne ho messi due cucchiai ma potete spingervi anche oltre se vi piace un gusto più deciso), a questo punto allungate con il latte amalgamando lentamente.
L'impasto risulterà corposo, non liquido e ben gonfio. 

Di solito, per comodità, utilizzo un sac a poche per riempire i pirottini ma va bene anche il cucchiaio,  il composto non si smonta!. L'importante è sistemare nella teglia per  muffin i pirottini di carta,  pena l'allargamento delle tortine e la loro trasformazione in "frittate al cioccolato"!.
Ovviamente queste tortine potete consumarle spolverizzate di zucchero a velo oppure decorarle come preferite, magari con un golosissimo frosting alla nutella!

Si conservano morbidissime per alcuni giorni oppure, congelate e poi lasciate a temp. ambiente tornano come appena sfornate.

sabato 7 settembre 2013

Torta ripiena all'uva bianca e pere





Tempo di conserve in casa, tempo di profumi di frutta e verdura fresca, di vecchi ricordi di famiglia quando con la nonna si programmava di "fare i pomodori" e al mattino la sveglia suonava presto e si iniziava col profumo del basilico appena raccolto da mettere accuratamente nelle bottiglie tintinnanti!. 

Il rumore assordante della macchinetta che trasformava i pomodori in una calda passata che ci avrebbe accompagnato durante l'inverno. Il rito della chiusura dei tappi, le scommesse sul numero di bottiglie che sarebbero scoppiate durante la pastorizzazione, gesti semplici che oggi alcuni riscoprono per necessità altri per seguire una sorta di moda green!. 

Noi lo facciamo da un paio di anni, mostriamo ai nostri figli che quello che mangiamo: le marmellate, i sottolio o i succhi di frutta non nascono sugli scaffali dei supermercati ma sono frutto di lavoro e tradizione. Gli regaliamo dei ricordi da custodire da grandi e dei sapori veri, non trasformati. 

Per la stessa ragione la merenda dei miei bambini ogni tanto deve essere casalinga, deve lasciarti quel gusto dolce e la voglia di mangiarne un altro pezzetto, deve essere semplice come la torta della mia mamma, io mi sono imbattuta sul blog di "Il profumo delle madeleines" che con questa ricetta mi ha ispirato  un felice accostamento.

Torta ripiena all'uva bianca e pere

Per il ripieno:
800 gr di uva bianca dolce di Puglia senza semi
2 pere williams mature
due cucchiai di zucchero

Per la torta:
150 gr di burro morbido
400 gr di farina per dolci
200 gr di zucchero
2 uova
200 gr di latte
1 bustina di lievito per dolci

Per prima cosa preparare il ripieno sgranando l'uva e tagliando i chicchi a metà eventualmente privandoli dei semi. Sbucciare le pere e ridurle a pezzetti. Mettere tutto sul fuoco lento con due cucchiai di zucchero. Io non ho aggiunto acqua sarà la frutta a farlo. Quando tutto si sarà ben disfatto (circa 30 min.) passarlo al passaverdura. Raccogliere la polpa in un tegame e asciugare ancora il composto fin quasi a caramellare. Tenere da parte a raffreddare.

In una ciotola sbattere il burro e lo zucchero e rendere il composto spumoso, aggiungere i due tuorli, uno alla volta e poi la farina setacciata con il lievito per dolci. Continuando a mescolare energicamente aggiungere anche il latte freddo.

Montare gli albumi a neve ben ferma e aggiungerli al composto precedentemente preparato, mescolare con una frusta con un movimento dal basso verso l'alto.

Prendere una teglia da forno, imburrata ed infarinata e versarvi metà dell'impasto, aggiungere il composto di frutta e coprire con il restante impasto. Infornare a 170-180° per 50 minuti

Sformare e quando si sarà raffreddato spolverizzarlo di zucchero a velo.

venerdì 20 aprile 2012

Torta di ricotta profumata al latte





Finalmente dopo nove mesi di lunga attesa, tanti calci e capriole, capricci e "prese di posizione" come se avesse voluto dettare le regole già nell'utero della mamma è nato il mio nipotino Alessandro. Inutile dirlo: è bellissimo, e vabbè qualcuno penserà alla Napoli maniera "ogni scarrafon è bell à mamma soia" e io rispondo...ok va bene....ma è bello assai! Cioè è un fatto oggettivo!. 

Sarà che è il figlio della mia unica sorellina, sarà che è stato annunciato dalla mia nonna che anche dall'al di là non manca di essere tra di noi portandoci liete novelle :), sarà che mia sorella merita tutta la felicità che per anni le è stata negata....sarà e sarà...sono davvero felicissima.

Alessandro lo conoscerò di persona molto presto, per ora ho dovuto accontentarmi di vederlo tramite skype e qualche foto su facebook però va bene, come ha detto mio padre sentendomi nevrotica perché dopo 12 ore nessuno mi aveva ancora mandato una sua foto..."ti piace e fa a lumbard?" la distanza è il prezzo da pagare!. 

Questa tortina dolce dolce e che sa di latte è un omaggio al mio nipotino, a lui auguro tutta la serenità e la pace interiore e perché no una buona dose di fattore C che lo aiuterà sempre nella vita. A mia sorella e al suo fantastico compagno-socio auguro di "dormire la notte nel limite dei possibili ngheee nghee notturni" che allieteranno la loro vita d'ora in avanti.

Ingredienti:
300 gr di farina
300 gr di zucchero
300 gr di ricotta (pecora o bufala)
100 gr di latte concentrato (condensato)
1 bustina di lievito per dolci
3 uova intere
1 tuorlo
burro per la teglia

Procedimento:
Nella ciotola del Kenwood sbattere i tuorli d'uova con lo zucchero finchè diventeranno bianchi (15 minuti circa). Aggiungere la ricotta setacciata e dopo la farina un po' per volta. Incorporare aria ancora per qualche minuto e versare il latte concentrato. 
Nel frattempo montare a neve ben ferma gli albumi.
Aggiungere la bustina di lievito al composto e infine amalgamare molto delicatamente gli albumi procedendo con un movimento dal basso verso l'alto. Sconsiglio di utilizzare il kenwood per incorporare gli albumi ma di preferire una frusta a mano.
Imburrare e infarinare uno stampo e versarvi il composto. Cuocere in forno preriscaldato a 165° per 15 minuti e poi a 180° per i restanti 45 minuti.
La torta è cotta quando la superficie si scurisce, farà fede la prova stecchino :)

martedì 10 aprile 2012

La crostata di ricotta




La crostata di ricotta veniva preparato spesso nei giorni di festa in famiglia, questa ricetta che vi propongo oggi è di mia nonna.
Ogni volta che la preparava era solita attribuire qualche difetto al risultato finale, poco dolce, troppo umida, crosta dura...ma la cosa che la rendeva davvero nera era quando il "coperchio" della crostata si sollevava spinto dalla forza degli albumi e della ricotta...in realtà era buonissima anche col coperchio "scoppiato".
E' un dolce molto semplice da preparare, l'importante è che la ricotta che si utilizza sia di buona qualità, "saporita" come dico io!.

Ingredienti
Per la pasta frolla:
250 gr di farina Molino Chiavazza
100 gr di zucchero semolato
100 gr di burro
1 cucchiaino di lievito per dolci
2 tuorli d'uovo 
1 uovo intero

Per il ripieno
400 gr di ricotta di bufala tenuta in frigo un giorno ad asciugare
2 albumi
4 cucchiai di zucchero
1 bicchierino di limoncello oppure anice o sambuca (dipende dai gusti)

Procedimento:
Preparate la pasta frolla. Fate la fontana con la farina,  aggiungete lo zucchero ed il burro preso freddo dal frigo e con le mani sbriciolatelo nell'impasto aiutandovi con la farina. Aggiungete il lievito e le uova e lavorate molto velocemente. Il segreto per una buona pasta frolla lo conoscete, lavorarla il meno possibile per non riscaldare il burro. Quando avrete ottenuto una palla, avvolgetela nella carta e tenetela in frigo per un'ora minimo.

Prendete gli albumi che avrete tenuto da parte e montateli a neve ben ferma. Tenete da parte. In un'altra ciotola lavorate la ricotta a crema e aggiungete lo zucchero e il liquore che avete scelto, io ho messo del buon limoncello. Amalgamate il tutto e assaggiate con un cucchiaino per regolarvi se aggiungere ancora zucchero. 

A questo punto riprendete la pasta frolla, dividetela in due panetti e tiratene dei dischi alti mezzo centimetro aiutandovi col matterello. Foderate uno stampo per crostate imburrato. 

Prendete gli albumi montati a neve e mischiateli delicatamente alla ricotta, facendo attenzione a non smontarli. Versate il composto nello stampo della crostata foderato di pasta frolla. Livellate e chiudete con un altro disco di pasta frolla. Punzecchiate la superficie con una forchetta, spolverizzate di zucchero semolato e infornate a  170° finchè sarà dorata.
Quando si sarà raffreddata spolverizzate la crostata di zucchero a velo.

Secondo i vostri gusti si possono aggiungere alla ricotta altri ingredienti: gocce di cioccolato, pezzetti di pera o marmellata, insomma quello che suggerisce la vostra fantasia.

La foto qui è una mono porzione.



venerdì 23 marzo 2012

Pastiere di grano mono porzione


Sapete che questa sarà una Pasqua speciale per tutti noi?. Mia sorella ha un grosso "uovo", ma davvero enorme che dovrebbe aprire proprio entro Pasqua. Dentro c'è un pulcino che tutti stiamo aspettando da ben nove lunghissimi mesi!. Questo pulcino si chiamerà Alessandro. 

Non vi dico, io sono euforica...forse a tratti stressante perché ogni mattina chiamo la futura neo mammina per chiederle come sta. In realtà il messaggio nascosto è "non si muove ancora niente lì dentro???, tappo scoppiato...acque rotte....contrazioni in partenza?" e lei ha pazienza, tanta e quindi risponde che va tutto bene, tutto uguale. 
La persona più sofferente al momento è tuttavia il mio gnomo, sa bene che il viaggio dai nonni è subordinato alla nascita del cuginetto. Ogni giorno appena sveglio mi chiede "E' nato Alessandro?"...all'ennesimo no, sbotta sempre allo stesso modo "e quando nasce questo Alessandro??? Ma è pazza zia Andreina? Le scoppierà quella panciona!". 
E allora... "Alessandro e dai, su su...facci questo regalo per Pasqua e vieni fuori dal guscio!".

Per rimanere in tema pasquale vi regalo le mie pastiere di grano mono porzione, un'idea carina da mettere sulla tavola delle feste per ogni commensale, io non aggiungo i canditi perché non mi piacciono ma voi fate pure.

Ingredienti per 7 pastiere monoporzione
La crema:
300 gr di grano cotto per pastiera  (il vasetto è da 560gr)
150 gr di latte
1/2 cucchiaio di burro
400 gr di ricotta
350 gr di zucchero
3 uova intere
2 tuorli
una busta di vaniglia
1 fiala di fiori d'arancio
150 gr di crema pasticciera

La pasta frolla:
250 gr di farina
100 gr di zucchero
100 gr di burro
2 uova intere
la scorza grattugiata di un'arancia
1 cucchiaino di lievito per dolci

Procedimento:

In un tegame versate il latte, il grano cotto ed il burro. Far bollire mescolando finchè non diventi una crema densa. Quando si sarà raffreddata aggiungere la ricotta, lo zucchero, le uova intere ed i tuorli, la vaniglia, i fiori di arancio e la crema pasticciera preparata in precedenza.

Io d'abitudine frullo tutto per avere una cremina piacevole al palato, però alcuni preferiscono lasciare i grani interi.
A questo punto preparate la pasta frolla facendo una fontana con la farina mischiata allo zucchero, aggiungete la scorza di arancia grattugiata, il burro tagliato a pezzetti e le uova. Io metto anche un cucchiaino di lievito per dolci e poi impasto velocemente, l'impasto della frolla non deve assolutamente scaldarsi. La palla ottenuta deve riposare in frigo avvolta  nella carta forno o nella pellicola per almeno un'ora.

Trascorso questo tempo, prendete l'impasto e stendetelo in una sfoglia alta mezzo cm. Ricavatene dei dischi con cui andrete a foderare gli stampini per crostata imburrati ed infarinati. Distribuite in modo uniforme la crema e completate con delle strisce di impasto in superficie, formando una griglia.

Infornate a 200° fino a cottura. La pastiera dovrebbe, una volta cotta, restare in forno almeno un'ora affinché si asciughi del tutto.

Quando saranno fredde spolverizzatele di zucchero a velo.

Per avere una pastiera ben asciutta è indispensabile che la ricotta utilizzata (preferibilmente di bufala) non sia fresca di giornata. Più la ricotta sarà asciutta e migliore sarà il risultato finale.


mercoledì 25 gennaio 2012

Biscotti sablè


Che bella giornata di sole c'è oggi....questa stanza è illuminata dai raggi del buonumore...è impossibile non stamparsi un bel sorriso luminoso sul volto. Lo gnomo e la nonna Titta ancora dormono così posso godermi il silenzio di questa casa ancora per un po' e magari prepararmi una bella colazione. 
Voi avete già fatto merenda? Cosa mangiate a colazione?. 
Io da qualche mese al mattino mangio solo frutta fresca e poi sul tardi mi regalo un piccolo premio coccoloso per essere stata brava. Da quando faccio così mi sento meglio, più energica. 
In realtà avrete già notato che c'è poca carne in questo blog, beh dipende dal fatto che noi ne  mangiamo sempre meno, la preparo solo un paio di volte la settimana ai miei uomini e raramente per me, credo di aver intrapreso un percorso "strano" un semi-vegetariano....esiste? O meglio direi che ho un'alimentazione vegetariana part-time!.
Bene bando alle chiacchiere ed eccovi il premio coccoloso da accompagnare a una bella tazza di thè caldo e profumato: i biscotti sablè. Buoni, friabili e facilissimi da preparare. La ricetta è quella del ricettario Kenwood.

Ingredienti

200 gr di burro
1 pizzico di sale
100 gr di zucchero
1 o 2 tuorli d'uovo (dipende dalle dimensioni delle uova)
250 gr di farina
zucchero a velo (per spolverizzare)

Procedimento

Io ovviamente ho usato il mio Kenwood Cooking Chef ma è chiaro che la ricetta può essere eseguita con qualunque mezzo, anche manuale :-)
Ho montato il gancio a mezzaluna e versato il burro, il sale e lo zucchero nella ciotola. Regolato la velocità a 2 e montato gli ingredienti fino ad ottenere una crema. A questo punto ho aggiunto le uova (2 per me poiché con una l'impasto era troppo duro) e la farina e lavorato ancora a crema.

A questo punto ho trasferito l'impasto nella tasca da pasticciere e formato i biscotti sulla placca da forno. Ho lasciato cuocere per circa 15-20 minuti, come sempre i tempi di cottura variano per ogni forno.

Quando i biscotti saranno cotti, li ho sfornati e lasciati raffreddare su una griglia per poi spolverizzarli di zucchero a velo.

Poiché la ricetta mi è piaciuta tantissimo la prossima volta ne farò una dose doppia, con questa ne vengono fuori circa 20, e alcuni li ricoprirò di glassa al cioccolato e cocco.


lunedì 14 novembre 2011

zeppole pepe e cannella



Questa ricetta che condivido con voi è davvero una perla antica, si tratta di un tipo di ciambelle rustiche  o zeppole che mia nonna impastava la sera tardi col "criscito"per portarle a tavola all'ora di pranzo del giorno seguente.

Sono preparate rigorosamente con lievito naturale, e penso che per questa ricetta la variante moderna e accelerata del lievito di birra non vada proprio bene. 

Il loro gusto è molto particolare, al primo assaggio prevale la dolcezza del miele ed il gusto inconfondibile della cannella, dopo un attimo sulla lingua sentirete il lieve pizzicore del pepe. Se siete delle cuoche curiose vale la pena provare queste zeppole, vi assicuro che sono molto particolari.

Hanno proprio un sapore antico, ho cercato a lungo ed invano la ricetta poi ho deciso di realizzarle grazie a mio padre e mia mamma che con la loro memoria culinaria mi hanno aiutata a dosare gli ingredienti nel modo giusto.

Ingredienti
250 gr di farina manitoba Molino Chiavazza
50 gr di lievito liquido naturale o p.m. (belli attivi e rinfrescati da non più di un giorno)
200 ml di acqua
5 gr di sale fino
pepe quanto basta (tendente all'abbondanza)
40 gr di cannella Tec-Al

Procedimento
Ore 22.00
Preparate l'impasto sciogliendo il lievito nell'acqua, aggiungete la farina setacciata, la cannella, il pepe ed il sale. Lavorate fino ad ottenere un'impasto omogeneo ma piuttosto morbido. Se risulterà troppo compatto e duro aggiungete un altro poco di acqua. Lasciate riposare tutta la notte coperto.

Ore 12.00 
Il giorno successivo, quando l'impasto sarà raddoppiato, prendete un tegame con abbondante olio caldo. 

Con le mani "stracciate" un pezzo di impasto e praticate un buco al centro che andrete ad allargare con le dita dando la forma di una ciambella ma irregolare, non preoccupatevi della forma strana qui l'estetica non conta. Non appoggiatevi su alcun piano di lavoro fate tutto "all'aria".

Versate la zeppola nell'olio bollente adagiandovi prima un lato e non appena inizia a gonfiarsi la restante parte. Una volta cotte mettetele su un foglio di carta affinché perdano l'olio in eccesso. Procedete fino al termine dell'impasto. 
Concludete sistemando le zeppole su un piatto da portata e versatevi sopra miele in abbondanza, io ho usato quello di acacia molto delicato.

La loro caratteristica è che sono ottime sia appena fatte che il giorno dopo riscaldate.



venerdì 11 novembre 2011

Zeppoline della mezz'ora

Queste zeppoline sono una ricetta tipica della mia zona, il salernitano e soprattutto sono tipiche delle domeniche in famiglia, quando poco prima di pranzare mia nonna (eh si sempre lei...la mitica nonnina) si dileguava dicendo :"torno subito vado a fare due zeppoline e vengo!". 

Nessuno l'ha mai seguita e quindi quando è andata via la ricetta con relativo ricettario è scomparsa con lei. Mio padre però che è un gran golosone ha insistito per 5 giorni con la pressante richiesta di recuperare queste benedette zeppoline e fortunatamente dopo un'attenta selezione abbiamo trovato il clone di quelle che preparava mia nonna.

La ricetta l'ho trovata sul sito "Taste of Sorrento", ho solo apportato le riduzioni di dosi necessarie ad evitare di restare sommersa di zeppoline e portare mio padre dritto in ospedale con la glicemia a 300!.

Il bello è che sono di una facilità estrema per cui davvero è possibile prepararle un attimo prima di mettersi a tavola, soprattutto se i vostri invitati non hanno portato il dolce!.




Ingredienti (a me è venuto un bel piatto da portata pieno pieno)
3 bicchieri di acqua
3 bicchieri di farina OO Molino Chiavazza
un po' di latte
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di zucchero
scorza del limone
zucchero a velo


Procedimento
Mettere in una pentola l'acqua, il sale e poco latte. Appena bolle versarvi la farina setacciata e mescolare bene con un cucchiaio di legno lasciando la pentola sulla fiamma bassa. 
L'impasto diventerà resistente e molto colloso, non spaventatevi è normale, aspettate che si stacchi dalla pareti della pentola e poi spegnete. 

Versate l'impasto su un piano oleato, il marmo è l'ideale ma va bene anche il legno, lavoratelo a lungo fino ad ottenere una pasta molto omogenea, fate attenzione ad eliminare tutti i grumi altrimenti in cottura dovrete dribblare gli schizzi di olio!.

A questo punto tagliate l'impasto a pezzetti che andrete ad arrotolare per formare dei cordoncini, avvolgeteli su se stessi schiacciando nel punto di incrocio. Preparatene poche per volta e iniziate a friggere in abbondante olio di semi. Lasciatele sulla carta per assorbire l'olio in eccesso e quando saranno fredde passatele nello zucchero a velo.

Io le ho accompagnate con il buonissimo agrumello di mia mamma di cui presto vi darò la ricetta!.


mercoledì 9 novembre 2011

Pasticelle



A questo dolce natalizio sono legati molti ricordi d'infanzia. Mia nonna Giovanna metteva noi nipoti tutte intorno ad un tavolo ad "arricciare le pasticelle", era divertentissimo con lei che supervisionava il nostro lavoro "attenta qui, fai così...vedi che si apre". 

Era una donna dolcissima, piccola e piena di pepe, un esempio per tutti, figli e nipoti, lei che dalla vita è stata messa a dura prova, prima per aver avuto una matrigna terribile come quella di Cenerentola,  poi quando giovanissima perse il marito con tre figli ancora piccoli, da ogni difficoltà ne ha sempre tratto insegnamenti importanti, che ha regalato a noi. La ricordo sorridente in ogni momento della sua vita e se non lo era aveva un ghigno che assomigliava molto ad un sorriso!.

Ha saputo ascoltarci in tante occasioni, ed era una alleata eccezionale contro i nostri genitori. Con le sue intercessioni io riuscivo sempre ad ottenere ciò che mi frullava per la testa. Un viaggio, una moto o solo un'uscita fuori programma, bastava il suo benestare per ottenere un parere positivo dall'assemblea familiare!. Ha lasciato un vuoto enorme da quando è andata via l'anno scorso. 

Quando ho preparato queste pasticelle ho pensato di farle un regalo, sono sicura che ne sarà contenta, ha lasciato una fantastica eredità culinaria a tutti noi con le sue ricette tradizionali. Se penso che il panettone all'acqua oggi battezzato "la ciambella più soffice al mondo" lei lo preparava da sempre....praticamente ogni volta che le mancava il latte in casa!. 

Nonnina.....guarda che belle pasticelle abbiamo fatto....te ne mando una sola eh! Anche se hai il diabete, una la devi mangiare, "è per devozione!". 

Ingredienti
Per la pasta frolla
200 gr di farina oo del Molino Chiavazza
80 gr di burro
90 gr di zucchero
2 tuorli ( se l'impasto lo richiede anche 3 o 4)


Per il ripieno
200 gr di castagne lessate e spellate
1 moka di caffè ristretto (circa 3-4 tazzine)
50 gr di cioccolato fondente
40 gr di cacao amaro
50 gr di zucchero
un po' di rum (a seconda dei gusti)
zucchero a velo per spolverizzare


Procedimento
Innanzitutto bisogna preparare l'impasto aggiungendo alla farina lo zucchero, il burro ammorbidito e poi i tuorli, attenzione a due cose:
1- Il numero dei tuorli può variare, bisogna aggiungerne se l'impasto lo richiede. A me ne sono serviti 3 per avere un bel panetto liscio.
2- L'impasto delle pasticelle non è una vera pasta frolla, la differenza sta nel fatto che mentre questa va lavorata pochissimo quella che occorre a voi deve risultare bella liscia, quindi va impastata piuttosto bene e a lungo fino ad ottenere un panetto omogeneo.

Mettete il panetto a riposo per qualche minuto in frigo mentre preparate il ripieno in questo modo:

passate con lo schiacciapatate le castagne pelate che avrete bollito già sgusciate. Aggiungetevi il cacao amaro, lo zucchero ed infine il caffè ristretto (zuccherato) in cui avrete sciolto il cioccolato fondente. Il ripieno non deve risultare troppo morbido altrimenti in cottura si rischiano pasticci, deve avere la consistenza del castagnaccio e se è troppo duro ammorbiditelo con altro caffè. Regolate di zucchero secondo i vostri gusti e aggiungete del liquore tipo rum se vi piace.


Adesso siamo pronti a formare le pasticelle:
Riprendiamo l'impasto e stendiamolo in una sfoglia sottile, la misura dipende dai gusti, ma non deve essere spesso. Potete anche adoperare la macchina per la pasta per stendere la sfoglia. Poi con un bicchiere formate dei dischi. Su ogni disco va aggiunto il ripieno, come per la preparazione dei ravioli.

Attenzione a far uscire tutta l'aria premendo bene l'impasto e schiacciandolo intorno formando proprio un bel cappello da signora inglese.

Infine vanno formati i ricci: 
con il coltello tagliate i bordi e sollevateli alternandoli, uno si e uno no, facendo attenzione a sigillare bene nel punto della piega per non rischiare che durante la cottura si apra tutto. 

Infine friggete le pasticelle in abbondante olio di semi e lasciatele sulla carta per assorbire l'olio in eccesso. 

Quando saranno fredde spolverizzatele di zucchero a velo, mio padre le adora con il miele, ma io sono tradizionalista, per me la pasticella è solo con lo zucchero niente decorazioni e roba strana.

                      Ringraziamenti

Per questa ricetta devo dire "grazie" al tempismo del Molino Chiavazza, con cui ho iniziato una interessante collaborazione,  il loro  pacco fantastico mi è arrivato proprio un attimo prima dell'inizio della lavorazione...ho utilizzato una farina OO.

"Grazie" alla mia mamma, con il suo aiuto, queste pasticelle sono quanto di più vicino ci sia a quelle della mia nonnina e anche se ogni volta che ne assaggia una trova qualche difetto io continuo a ricordarle che sono ottime, si sciolgono in bocca.






 Questa ricetta concorre a:
 



martedì 1 novembre 2011

Delizie alle mele


Non ho molto tempo per scrivere in questi giorni, le "vacanze" mi impegnano parecchio tra marito e figlio però pasticcio in cucina e colleziono fotografie. Ieri con la collaborazione dello gnometto, che promette di diventare uno chef a giudicare dall'impegno e dalla volontà di aiutarmi, abbiamo fatto questi deliziosi biscottini alle mele, li ho chiamati Delizie dal momento che è la prima cosa che ti viene in mente quando li mangi, in realtà avrei potuto anche battezzarli "Uno tira l'altro" visto che i nostri ospiti ieri sera continuavano a mangiarli ed esclamare...."mmm buoni" e ne mangiavano un altro e così via... ovviamente la cosa mi ha reso molto contenta. 

Veniamo alla ricetta, la base è una pasta frolla, quindi nulla di complicato, l'imprevisto è stato che non avevo più burro così ho ripiegato sullo strutto che mi  aveva regalato mia suocera (grazie!) e nonostante i dubbi posso affermare col senno di poi che una pasta frolla così non mi è mai venuta.

Ingredienti:
400 gr di farina
160 gr di strutto (gli ultimi grammi)
40 gr di burro (idem come sopra)
200 gr di zucchero
4 tuorli
1 albume
1 pizzico di lievito per dolci (ma proprio un pizzico!)

Comuni salernitani.blogspot
4 Mele "annurca" (le mele campane per intenderci, altro regalo di mia suocera (Arigrazie!)
in mancanza qualunque altro tipo va bene
qualche goccia di limone
2 cucchiai di zucchero

Procedimento:
Per la pasta frolla
La mattina, alle 10:00, ho preparato la pasta frolla impastando velocemente la farina mischiata con lo zucchero ed il pizzico di lievito, le uova, lo strutto ed il burro appena tolto dal frigo e tagliato a pezzetti. L'impasto deve essere fatto velocemente, non deve assolutamente scaldare. Io ho usato il Kenwood con la frusta K a velocità 2, giusto il tempo di avere un impasto grumoso e poi ho amalgamato sul tavolo. Infine ho avvolto l'impasto nella pellicola e l'ho lasciato riposare in frigo fino al pomeriggio alle 18:00.

Per la crema
Ho sbucciato le mele, le ho frullate, le ho messe in un pentolino con 50 gr di acqua, il succo di limone (poche gocce) e i due cucchiai di zucchero e ho lasciato asciugare. La consistenza deve essere quella di una cremina ma asciutta altrimenti i biscotti poi scoppiano.

Quando le mele si sono raffreddate ho iniziato a preparare i biscotti. 
Ho steso una sfoglia alta poco meno di mezzo cm (dipende dai gusti a me piacciono un po' consistenti in bocca) e ho messo un cucchiaino di crema di mele sulla sfoglia, il procedimento è quello dei ravioli per intenderci. Ho chiuso l'impasto tagliandolo con le formine che ho comprato all'Ikea il giorno prima. 
Qualche biscotto è di sola pasta frolla per via del piccolo chef.....
Ho spennellato di latte e cosparso i biscotti di zucchero semolato, infornato a 200° (il mio forno è fiacco!) il tempo necessario affinché si dorassero leggermente, non tanto per non indurirli. Quando si sono raffreddati li ho spolverizzati di zucchero a velo.


Con questa ricetta partecipo al contest del blog di Pecorella di Marzapane sponsorizzato da Scelte di Gusto, infondo dei biscotti così non sono un regalo perfetto da donare a persone speciali in una bella scatola natalizia?




domenica 23 ottobre 2011

Torta di compleanno Super Mario Bros

Il 19 ottobre del 2007 è nato mio figlio Alfonso, inutile cercare di spiegare cosa è questo piccolo gnomo che continua a disprezzare le  mie ricette, che loda le preparazioni della signora "Anna" la cuoca dell'asilo e che mette continuamente in crisi il mio ALTER EGO culinario!. Nonostante tutto ciò persisto e prima o poi forse assaggerà anche la mia famosa pizza!. 

Intanto mercoledì è stato il suo 4° compleanno e a causa di una brutta febbre abbiamo dovuto organizzare una mini festicciola dell'ultimo minuto. Ma la torta, quella era nei nostri pensieri da mesi, ci voleva qualcosa che almeno lo stupisse visto che di mangiarla non se ne sarebbe parlato proprio!.

Diciamo subito che la mia passione per la cucina nasce con la preparazione delle torte. Nella cucina di mia mamma con lo sguardo vigile suo e di mia nonna mi cimentavo in pan di spagna e panettoni. Le "due" continuavano a boicottarmi aprendo la porta del forno mentre il pan di spagna cuoceva e i primi risultati furono disastrosi finchè non le beccai entrambe"con il naso nel forno!". 

Ora di torte ne preparo pochissime e ho un po' perso la mano però ho la fortuna di avere un'amica che invece ha una dote naturale e con le sue dritte sono riuscita a fare un figurone. Premetto che il mio merito si ferma al pan di spagna e al suo contenuto, tutte le decorazioni in pasta di zucchero non sono farina del mio sacco, mi sono state inviate da Arianna con corriere... intere...WOW. Andate a curiosare nella sua pagina facebook "Le dolci torte di Arianna", ne vale davvero la pena, ci sono creazioni che a me sembrano opere d'arte e non so come sia possibile mangiarle soprattutto sapendo quante ore di fatica e lavoro "notturno" ci sono dietro!.

Torta Super Mario 



Pan di spagna (rigorosamente senza lievito)
7 uova
210 farina setacciata
210 zucchero

Ho usato il Kenwood sbattendo le uova intere con lo zucchero per 18 minuti prima a velocità 1 e aumentando progressivamente fino alla massima potenza.
Quando il composto ha quadruplicato il suo volume iniziale ho spento "Ken" e ho aggiunto la farina setacciata poco alla volta, amalgamandola alle uova con una spatola seguendo un movimento dal basso verso l'alto. Ho versato il tutto in una teglia da 28 cm imburrata ed infarinata e ho infornato a 180 gradi per 40 min. 

La Bagna
Ho lasciato cuocere acqua, bucce di limoni ed arance e zucchero finchè il colore non è diventato carico, deve essere di un bel giallo oro. Quando si è raffreddato ho aggiunto del maraschino.

Le creme
Ho usato due tipi di crema, una pasticciera ed una invece che mi è stata consigliata da Arianna e che si chiama crema Rocher (eccezionale!!!)

Crema pasticciera
4 tuorli
100 gr di zucchero
30 gr di farina
500 ml di latte
(buccia di limone o vaniglia facoltativa)

Ho lavorato velocemente nella casseruola i tuorli con lo zucchero e successivamente la farina, quando il composto è risultato omogeneo ho aggiunto il latte freddo (io ho usato il Kenwood quindi ho fatto cuocere direttamente per il tempo necessario ad amalgamarsi) se volete velocizzare i tempi potete anche aggiungere il latte caldo. 

Crema Rocher (quantità necessarie per un solo strato di torta da 28cm)
1 confezione di panna da cucina (non per dolci)
1 barattolo di nutella da 700gr (non usatelo tutto ma quasi!!)
nocciole intere o già tritate
1 confezione di wafer al cacao

Amalgamate la nutella alla panna da cucina, aggiungete le nocciole che avrete tritato e sbriciolatevi i wafer.

La preparazione della torta
Dopo aver tagliato la torta in tre dischi, li ho bagnati e poi ho fatto un primo strato con la crema rocher ed un secondo strato di crema pasticciera. Ho coperto tutta la torta con la panna montata e su di essa vi ho adagiato (che fatica!) il panetto di pasta di zucchero che avevo precedentemente steso in una sfoglia sottile aiutandomi con dello zucchero a velo. Ho decorato con Super Mario ed i funghetti e l'ho messa in frigo fino al giorno dopo.




Tenerla nascosta allo gnomo è stata dura ma la sua faccia sorpresa è valsa tutta la fatica!. La torta era strepitosa, buonissima e bellissima ma ovviamente lo gnomo si è limitato a soffiare le candeline e rubare il suo pupazzo!. 

Un grazie ad Arianna per tutte le sue dritte, compresa la crema rocher, e per avermi inviato Super Mario che ora staziona in frigo e nessuno ha il coraggio di addentargli la testa!.
Buon compleanno Gnomo!




giovedì 6 ottobre 2011

Brioche per la colazione

E' da un pò di tempo che sperimento brioche per la prima colazione, più o meno da quando la mia pasta madre è diventata abbastanza adulta ed indipendente da reggere impasti burrosi e zuccherosi. Nonostante le mie ricerche e varie prove non ho mai trovato la ricetta capace di soddisfare tutte le mie esigenze, di solito persino quelle più accreditate non hanno superato mai la prova assaggio, il loro problema è che non "sanno di brioche", così poco dolci da star bene anche col salato e allora mi sono detta e proviamo a fare qualcosa che si avvicini ad una brioche per la prima colazione. Mi sono messa all'opera e voilà la mia brioche!.

Ho provveduto a fare due rinfreschi  al mio lievito liquido lasciandolo tutta la notte al calduccio, la mattina successiva il signorino era davvero fantastico, arzillo in modo incredibile pronto a dare il meglio di sé.


Ingredienti:

150gr di lievito naturale liquido 
500 gr di farina manitoba

1/4 di latte 
100 gr di zucchero
120 gr du burro
2 uova intere
aroma di fiori d'arancio

Procedimento

Nel Kenwood alla vel.1 ho sciolto il lievito nel latte freddo, successivamente ho aggiunto lo zucchero, le uova, il burro tagliato a pezzetti, l'aroma di fiori d'arancio e la farina manitoba, ho impastato per 10 minuti. L'impasto è davvero molto morbido quindi consiglio di farlo con l'impastatrice anche se a mano forse sarà un po' laborioso ma non impossibile soprattutto aiutandovi con una spatola senza aggiungere altra farina. 

Ho lasciato lievitare tutto per un'ora e mezza facendo dei folding uno nella prima mezz'ora e due nella successiva ora . 

Quando l'impasto è gonfio ma senza raddoppiare l'ho trasferito su un piano infarinato e ho iniziato a fare le trecce ma potete dargli qualunque forma, ho spolverizzato di zucchero anche se in futuro credo che proverò anche con  noccioline tritate e gocce di cioccolato. 

Infine ho lasciato lievitare ancora per circa 3 ore e 1/2. Ho infornato a 180° fino a cottura, 30 minuti circa.

Il risultato mi ha sorpreso piacevolmente poiché il sapore è indubbiamente gustoso, dolce al punto giusto, ottima vuota appena sfornata, ripiena di nutella o marmellata e magari spolverizzata di zucchero a velo. 

I miei due critici culinari hanno gradito molto, a tal punto che lo gnometto in un attimo di distrazione è fuggito con in mano una trecciona intera!. Le brioche rimaste le ho congelate per consumarle nei prossimi giorni.
E' una ricetta che consiglio a tutti gli amanti della colazione zuccherosa....:-)


Ovviamente chi non ha il lilì può usare il lievito di birra