lunedì 21 novembre 2011

Ravioli del buonumore




Non sapevo proprio come chiamarli questi ravioli: Ravioli con sfoglia alla zucca al ragù di zucca?. Uh mamma quanta zucca!...no non sono caduta con la....per terra, ho voluto fare un esperimento con mia mamma e direi che è venuto bene, quindi adesso è una ricetta "pubblicabile" con orgoglio!.

E' un piatto un pò laborioso perché bisogna preparare i ravioli ma potete farli quando avete del tempo libero, poi congelarli e tirarli fuori all'occorrenza. Forse sarò un po' approssimativa con le dosi, scusate ma quando l'estro creativo si impossessa di me fatico ad essere razionale e trascrivere tutto per filo e per segno.

Ingredienti

Per i Ravioli (con queste dosi ne sono venuti 70 piccolini, regolatevi a seconda delle necessità)
350 gr di farina 00
due belle fette spesse di zucca napoletana
due uova intere
50 gr di burro
sale









Per il Ripieno
50gr di fontina
80gr di taleggio
80gr di emmenthal
450gr di ricotta (possibilmente del giorno prima)
sale
noce moscata
prezzemolo


Per il Ragù di zucca
150gr di carne tritata di maiale
trito di carota, sedano e mezza cipolla
zucca tagliata a dadini, due fette spesse (o di più secondo i gusti)
brodo (o dado)
vino per sfumare
sale
pepe
rosmarino


Procedimento
Innanzitutto scaldate la zucca, fatela raffreddare e schiacciatela con la forchetta, aggiungetela alla farina dove avrete rotto le due uova intere, il burro, il sale. Impastate e  formate un bell'impasto liscio ed omogeneo. Se la pasta lo richiede aggiungete pure un altro uovo. Quando avrete finito all'interno dell'impasto si vedranno le striature della zucca!. 

Preparate il ripieno in una ciotola, mettete tutti gli ingredienti insieme: la ricotta schiacciata con la forchetta, i formaggi grattugiati in modo grossolano, l'uovo intero, la noce  moscata, il sale, il pepe ed il prezzemolo.

Pronto il ripieno potete iniziare a stendere l'impasto. Io ho usato la macchina per la pasta, ma se non l'avete va bene anche il matterello. Ho fatto delle strisce lunghe su cui ho messo un cucchiaino di ripieno, coperto con altra sfoglia e tagliato con le formine. Potete scegliere sia la grandezza dei ravioli, sia lo spessore, questo dipende dai gusti. I miei erano piccoli e dall'impasto consistente, mi piace anche sentire il gusto della pasta mentre li mangio.

Adesso decidete se cucinarli subito o congelarli. 

Per condire questi ravioli ho provato sia una fonduta leggera al taleggio e fontina che questo ragù di zucca. 

Voto 10 e lode per il ragù che si fonde magnificamente con la semplicità del ripieno creando un mix perfetto di sapori. Ovviamente è solo il mio gusto personale.

Per fare il ragù ho tritato la carota, il sedano e la cipolla e soffritto in olio extravergine d'oliva, ho aggiunto la carne di maiale tritata e sfumato con vino bianco. Poi ho messo la zucca a pezzetti e lasciato cuocere per qualche minuto aggiungendo infine con due o tre mestoli di brodo (ho usato un dado per velocizzare). Il ragù ha cotto per 30-40 minuti a fuoco lento. Ho completato regolando di sale e pepe e tritandovi del rosmarino fresco appena raccolto. 







sabato 19 novembre 2011

Le papaccelle ripiene


Sono di corsa oggi, il fine settimana è dedicato allo gnometto e al suo papà, se sto seduta avanti al mio computer danno di matto però questa ricetta la voglio condividere con voi anche perché le ho cucinate ieri e sto fremendo per sapere che  ne pensate!. 
Siamo appena tornati dalla Fiera di Milano dove c'è "G come Gioco" ovvero il paese dei balocchi per i bambini, stand pieni di giocattoli e attrazioni irresistibili e udite udite siamo tornati indenni....wow...solo una confezione di Lego....miracolo!. 
Quindi, visto che ho cinque minuti di tempo, voglio mostrarvi questa bontà: "Le papaccelle ripiene" ossia dei peperoni rossi tondi che vengono messi sott'aceto interi e consumati per preparare tante pietanze gustose (che via via posterò!). Questa ricettina sfiziosa è una portata obbligatoria sulla nostra tavola natalizia. 
Mia mamma dice che fanno digerire, in verità il fatto che si senta il gusto dell'aceto effettivamente gioca a favore di questa strana tesi. 
Ieri durante la preparazione ne ho mangiate ben tre.... io le adoro. Sono talmente gustose che una tira l'altra. 
E con le papaccelle ripiene apriamo la finestra sul periodo più magico dell'anno: il Natale!. Non provate a barare utilizzando i peperoni freschi, dolci....o roba simile, le papaccelle sono queste qui!.

                                    
Ricettina.....

Ingredienti a occhio, bisogna calcolare una quantità per riempire 4 papaccelle medie:
5 papaccelle sott'aceto (in realtà sono immerse in un mix di aceto e acqua, quindi mangiabilissime anche a crudo)
pane raffermo, mollica e crosta (una bella fetta spessa)
olive verdi q.b.
olive nere q.b.
capperi q.b.
3-4 alici sott'olio 
mezzo spicchio di aglio tritato
prezzemolo tritato q.b.
origano q.b.
sale
pepe

Procedimento:
Tritate una delle 5 papaccelle e saltatela in una padella con olio extravergine di oliva  (io ho usato l'olio Terre Rosse e tenetela da parte.
In un piatto mettete la mollica di pane sbriciolata, le olive verdi e nere tritate, i capperi interi se sono piccoli, altrimenti vanno sminuzzati, l'aglio ed il prezzemolo, sale (poco ci sono già capperi e alici), pepe, origano e le alici anch'esse tritate. Aggiungete la papaccella che avrete saltato con il suo olio di cottura. Mescolate bene il tutto, usate le mani rendendo così ben compatto il ripieno. Aggiungete un altro giro abbondante di olio.

Togliete il coperchio delle papaccelle (solo il verde per intenderci) e pulitele dei semi interni. Riempitele per oltre la metà e terminate tappando il buco usando le croste di pane che avrete tagliato a quadrotti. 
Riempite una padella con olio e friggetele finchè saranno cotte da entrambi i lati.
Mettetele ad asciugare su carta assorbente.

Le papaccelle ripiene sono un ottimo contorno ma anche un antipasto sfiziosissimo soprattutto selezionando quelle più piccole. Possono essere mangiate sia tiepide che fredde. Noi le prepariamo il 23 dicembre e poi le serviamo sia la vigilia che a Natale. Davvero vorrei che le provaste sono sicura che saranno un successo!.




Con le papaccelle partecipo a questo contest

mercoledì 16 novembre 2011

Polenta affumicata al forno


Brrr....che freddo....era estate ieri o sbaglio?....come mai adesso c'è la nebbia e 3 gradi a mezzogiorno? Avrò mica fatto un salto spazio-temporale?. Ci si mette pure il maritozzo che la mattina non porta più a spasso il cane con la scusa di arrivare tardi in ufficio! e questo cagnolone per fare le sue "cose" ci impiega mezzo secolo ...ooopsss scusate siamo su un blog di cucina :-)

Comunque parliamo di cose serie: la polenta!

Io l'adoro eppure sono alquanto "campana" ma la polenta a casa mia si è sempre cucinata d'inverno. Mia mamma la prepara al forno con mozzarella e salsiccia sbriciolata, la nonna la mischiava al sugo di pomodoro o ai fagioli ed era tutto un trionfo di profumi. Certo parliamo di polente sciuè sciuè....niente in confronto a quello che ho a disposizione da quando sono nordica...:-) eh eh prima ero sudicia, ho anticipato la battuta!.

Ieri avevo questa bella farina gialla di mais bramata...una roba aliena....giallo oro che non poteva far altro se non essere tuffata in pentola.


Ingredienti
4oo gr di farina gialla di mais bramata
1,7 lt  di acqua
sale q.b.
pelati 600 gr
una confezione di funghi surgelati misti
una mozzarella affumicata da 250 gr
formaggio asiago grattugiato q.b.
formaggio parmigiano grattugiato q.b.
metà cipolla 
olio d'oliva extravergine Terre Rosse
sale

Procedimento
Premetto che io ho usato il "santo Ken" che ha mescolato per 50 minuti la polenta che ovviamente è venuta perfetta. 

Ho messo l'acqua nella ciotola del Kenwood, regolato la temperatura a 100° e il gancio a  mezzaluna a vel.1. Appena l'acqua bolliva ho aggiunto il sale grosso e versato la farina lentamente. Ho chiuso il coperchio e lasciato cuocere per 50 minuti circa, comunque è pronta quando si stacca dalle pareti della ciotola, ovviamente potete fare a mano in pentola con tanto olio di gomito oppure usare una bella farina precotta, 5 minuti ed è cotta.

Nel frattempo in un tegame ho soffritto la cipolla nell'olio extravergine di oliva, ho aggiunto i funghi e salato. Appena cotti ho versato la polpa di pomodoro, regolato ancora di sale e lasciato cuocere a fuoco basso.

Cotta la polenta l'ho versata su un tagliere lasciandola raffreddare, si può anche saltare questo passaggio, diciamo che io dovevo farla per cena, quindi non avevo fretta. 

In una teglia ho inserito tutti gli ingredienti iniziando col versare qualche cucchiaio di pomodoro sul fondo, ho aggiunto la polenta tagliata a fette spesse circa un cm e 1/2, ho coperto con la mozzarella affumicata, altro sugo ai funghi, l'asiago grattugiato spesso, e ho continuato fino all'ultimo strato dove ho coperto solo con sugo e parmigiano grattugiato.

Un ultimo giro di olio extravergine d'oliva e ho infornato a 180 gradi fino a doratura. Va mangiata abbastanza calda per far si che la mozzarella sia ancora filante e devo dire che è venuta ottima, i funghi si sposano benissimo col gusto affumicato della mozzarella.
Ovviamente se avete difficoltà a reperire il latticino affumicato (io ho 2 pusher personali da caserta e salerno che mi inviano i pacchi di roba buona!) potete usare la scamorza che trovate in qualunque supermercato.

Con questa polenta partecipo al contest di Love at first bite

lunedì 14 novembre 2011

zeppole pepe e cannella



Questa ricetta che condivido con voi è davvero una perla antica, si tratta di un tipo di ciambelle rustiche  o zeppole che mia nonna impastava la sera tardi col "criscito"per portarle a tavola all'ora di pranzo del giorno seguente.

Sono preparate rigorosamente con lievito naturale, e penso che per questa ricetta la variante moderna e accelerata del lievito di birra non vada proprio bene. 

Il loro gusto è molto particolare, al primo assaggio prevale la dolcezza del miele ed il gusto inconfondibile della cannella, dopo un attimo sulla lingua sentirete il lieve pizzicore del pepe. Se siete delle cuoche curiose vale la pena provare queste zeppole, vi assicuro che sono molto particolari.

Hanno proprio un sapore antico, ho cercato a lungo ed invano la ricetta poi ho deciso di realizzarle grazie a mio padre e mia mamma che con la loro memoria culinaria mi hanno aiutata a dosare gli ingredienti nel modo giusto.

Ingredienti
250 gr di farina manitoba Molino Chiavazza
50 gr di lievito liquido naturale o p.m. (belli attivi e rinfrescati da non più di un giorno)
200 ml di acqua
5 gr di sale fino
pepe quanto basta (tendente all'abbondanza)
40 gr di cannella Tec-Al

Procedimento
Ore 22.00
Preparate l'impasto sciogliendo il lievito nell'acqua, aggiungete la farina setacciata, la cannella, il pepe ed il sale. Lavorate fino ad ottenere un'impasto omogeneo ma piuttosto morbido. Se risulterà troppo compatto e duro aggiungete un altro poco di acqua. Lasciate riposare tutta la notte coperto.

Ore 12.00 
Il giorno successivo, quando l'impasto sarà raddoppiato, prendete un tegame con abbondante olio caldo. 

Con le mani "stracciate" un pezzo di impasto e praticate un buco al centro che andrete ad allargare con le dita dando la forma di una ciambella ma irregolare, non preoccupatevi della forma strana qui l'estetica non conta. Non appoggiatevi su alcun piano di lavoro fate tutto "all'aria".

Versate la zeppola nell'olio bollente adagiandovi prima un lato e non appena inizia a gonfiarsi la restante parte. Una volta cotte mettetele su un foglio di carta affinché perdano l'olio in eccesso. Procedete fino al termine dell'impasto. 
Concludete sistemando le zeppole su un piatto da portata e versatevi sopra miele in abbondanza, io ho usato quello di acacia molto delicato.

La loro caratteristica è che sono ottime sia appena fatte che il giorno dopo riscaldate.